ABC del marketing veterinario

i dati sono necessari per qualsiasi tipo di strategia marketing, senza dati siamo ciechi

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ABC del marketing veterinario

by Blogger

Pubblicato il 06/12/2017

Ultimamente in Italia si sta assistendo alla nascita di corsi di management e di marketing per le strutture veterinarie. La cosa è molto incoraggiante in quanto dopo secoli bui si vede un po’ di luce; è ovvio che è un processo lento, ma il lato positivo è che il processo è iniziato.

Come  in ogni altro settore ci sono scuole di pensiero differenti così come esigenze differenti piuttosto scontante, la diversità tra cliniche strutturate e ambulatori gestiti da una o due persone, le diversità tra un veterinario lombardo rispetto ad un collega siciliano e così via, ma c’è qualcosa che accomuna tutti: l’ABC del marketing.

Per ABC del marketing intendiamo quelle nozioni/strumenti necessari, ma non sufficienti, che chiunque abbia un’attività debba utilizzare, a prescindere dalla sua configurazione, posizione geografica, etc.

Secondo noi per fare qualsiasi tipo di ragionamento, giusto o sbagliato, vero o falso, bisogna avere i dati: numeri.

Se non riflettiamo sui numeri, ma solo su percezioni, stiamo parlando di metafisica, alla stregua di fate, orchi ed elfi. Senza dati ognuno può dire la sua, ma senza giungere a nulla.

Facciamo un esempio pratico:

-          Quanti cani hai?

-          Quante visite fai in un anno?

-          Quante vaccini?

-          Quanto ti costa una visita?

-          Quanto un vaccino?

Il 99% dei veterinari non sa rispondere a queste semplici domande e queste semplici domande sono alla base di qualsiasi tipo di strategia.

Hai maggiori ricavi da una visita o da un vaccino?

Qui iniziamo a fare domande un po’ più complesse. Il veterinario che legge questo articolo risponderà giustamente che non ha molto tempo anche per questo e in parte è comprensibile, ma anche questi aspetti di tipo gestionale fanno parte del lavoro alla stregua di una visita, di una chirurgia, etc.

Gli ambulatori, a nostro avviso, non hanno bisogno di grandi strategia di marketing come le grandi aziende, ma è sufficiente ragionare in questo modo, facciamo un esempio: “il 70% dei miei pazienti sono cani, e il 28% gatti, ma il fatturato generato da cani e gatti è uguale, perché?” A prescindere da quale sia la risposta forse è bene pensare di adattare la strategia a questo aspetto. Il che vorrebbe poter dire punto sull’acquisire clienti che hanno gatti piuttosto che cani oppure devo rivedere le prestazioni offerte ai cani.

Tutti questi ragionamenti, che poi sono ragionamenti di senso comune (e non da scienziato), hanno bisogno di una cosa: dei dati!

I dati altro non sono che una fotografia piuttosto nitida sulla realtà che ci permette di guardare in modo chiaro cosa sta accadendo.

 

Parlare di marketing senza dati è come fare gli allenatori al bar della nazionale di calcio dopo che non si è qualificata ai mondiali: inutile. 



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